Dal balcone sulla natura appaiono come scorci di
paradisi perduti, scampati alle magnifiche e progressive sorti della civiltà,
che, seppur seducendoli, non è riuscita, per fortuna, ad alterarne
irrimediabilmente l’equilibrio già di per sé molto precario. Sfruttati su vasta
scala dall’uomo, costretto in passato a conquistare terreni da convertire a
scopi agricoli o alla ricerca di acque salate per l’allevamento ittico o per l’estrazione
del sale, gli ecosistemi acquatici di transizione, rappresentano un’oasi in una bolla tra terra e mare.
